Digital Garden
Questa pagina è un esperimento di "giardino digitale", un luogo dove raccoglierò esperienze, perloppiù digitali, che potrebbero essermi utili in futuro e chissà, forse potrebbero essere utili anche a voi! I post saranno in ordine cronologico (dal più al meno recente) e saranno scritti prevalentemente in inglese. Se più avanti ne sentirò la necessità, metterò dei filtri per poterli smistare per lingua.
-
Fri May 02 2025 02:00:00 GMT+0200 (Central European Summer Time)
GitHub Actions - SSH
Per la prima volta mi sono cimentato nella creazione di una GitHub action. Avevo bisogno che ogniqualvolta facessi il push sul main branch, mandasse via SSH (poichè ftp non è il metodo più sicuro al mondo) alcuni file di testo ad un server remoto. Dopo aver sperimentato in locale con il comando scp, e aver mandato con successo alcuni file di test, ho deciso di implementare il processo usando una GitHub Action, pensando sarebbe stato semplice convertire un comando (funzionante) locale in un comando “remoto”.
Chiavi protette da passphrase
Nonostante qualche tutorial dica sia possibile, mi è risultato molto difficile (se non impossibile) utilizzare una chiave SSH protetta da passphrase tramite GH Actions. Siteground, il servizio sul quale è tutt’ora hostato il server, permetteva di creare solamente chiavi SSH protette da password. Per ovviare a questo problema, ho generato una coppia di chiavi senza password localmente, e ho caricato su SiteGround la parte pubblica della chiave.
authorized_keys
Mi sono inoltre accorto che, per qualche motivo, il server su SiteGround non aveva nessun file chiamato authorized_keys ma solo authorized_keys2. Questo ha reso difficile per parecchio tempo la connessione SSH via GH Actions. Per ovviare al problema, una volta identificato, ho creato una copia esatta del file authorized_keys2 in un file chiamato authorized_keys utilizzando il comando seguente:
cat authorized_keys2 >> authorized_keys
Le connessioni SSH non sono semplici
Nonostante tutti questi accorgimenti, la GH Actionc continuava a fallire. Non importava quale tutorial io seguissi, c’era sempre qualche errore nel momento della connessione. La frustrazione è giunta al termine quando mi sono imbattuto nel blog di Zell Liew, che mi è subito parso diverso da tutti gli altri tutorial letti fino a questo momento, poichè stabiliva dal principio che The hardest part of this process is deploying to the server with SSH. Invece di cercare di fare tutto a mano, questo tutorial utilizzava la repository di Shimataro che rendeva l’intera connessione SSH una questione di un paio di righe. File yaml finale copiato qua sotto per quelli che, come me, stanno faticando con un problema simile.
name: DocuWiki Files to Server on: push: branches: - main jobs: deploy: runs-on: ubuntu-latest steps: - name: checkout repo uses: actions/checkout@v4 - name: Install SSH Key uses: shimataro/ssh-key-action@v2 with: key: ${{ secrets.SSH_PRIVATE_KEY }} known_hosts: 'avoids errors' - name: Deploy with rsync run: | ssh-keyscan -H -p ${{ secrets.SSH_PORT }} ${{ secrets.SSH_HOST }} >> ~/.ssh/known_hosts scp -r -P ${{ secrets.SSH_PORT }} docs ${{ secrets.SSH_USER }}@${{ secrets.SSH_HOST }}:${{ secrets.SSH_PATH }}
-
Fri Dec 06 2024 01:00:00 GMT+0100 (Central European Standard Time)
Nuova sella per il SuperSoco CPX
Come spiegato in precedenza, il SuperSoco (almeno nel mio caso specifico) aveva un problema non da niente con la sella. Non avendo cuciture della sella termosaldate, ad ogni pioggia, la sella si riempiva d’acqua rilasciandola lentamente nei giorni seguenti tramite le cuciture ad ogni seduta, bagnandomi i pantaloni. Decisamente una situazione non ideale. Nonostante VMoto Soco abbia sempre negato il problema fosse un problema della sella, ma semplicemente un caso isolato, ha accettato di sostituirmi la sella in garanzia.
Dopo aver aspettato mesi per la sella di ricambio, ho scoperto a malincuore che avevano deciso di cambiarmi solo la sella del guidatore, senza spedire il sellino per il passeggiero che ovviamente soffriva dello stesso problema. Visto che non avevo nessuna intenzione di aspettare altri mesi e/o di litigare con la casa madre, ho accettato la sella singola e ho portato entrambi i pezzi (sia il sellone nuovo cambiato in garanzia, che il sellino del passeggiero vecchio) dal tappezziere.
Risultato? Ho una bellissima sella nera con cuciture rosse (in tinta con il motorino) che non ha alcun problema con l’acqua. VMoto Soco non si è comportata in maniera eccepibile, ma per fortuna questo scherzetto non mi è costato troppo.
-
Sat Aug 24 2024 02:00:00 GMT+0200 (Central European Summer Time)
Spoiler Alert: la configurazione di Vodafone NON era stabile.
Dopo aver settato la Vodafone station in cascata con l’UDR, e aver disattivato il Wi-Fi sulla Vodafone Station, sembrava che il tutto funzionasse alla grande (come avevo scritto nel precedente post). Purtroppo, dopo un paio di giorni, ho notato che la connessione internet era molto instabile. L’UDR continuava a notificarmi ad intervalli più o meno regolari che a causa della latenza altissima, il servizio internet risultava non essere disponibile. Questa cosa succedeva più volte al giorno, e dopo esser diventata una situazione pressochè insostenibile, ho iniziato a fare delle indagini che hanno subito portato alla luce il problema.
Doppio NAT
Mi ci è voluto poco per capire che il problema era il doppio NAT. Anche se, in teoria, il doppio NAT non dovrebbe causare questo tipo di problemi, era chiaro che mettere il NAT statico sulla Vodafone station era la soluzione sbagliata. Dopo una breve chiacchierata con un altro tecnico Vodafone, che mi ha confermato che il NAT statico era una pessima soluzione, e ha ribadito che la Vodafone Station non può essere messa in modalità Bridge, ho deciso di cambiare modem.
I modem vecchi non funzionano più
Tutti (spero di non essere il solo) abbiamo uno o più vecchi modem in casa, in qualche cassetto. Sappiate che molto probabilmente, non possono più essere usati. Dopo aver provato a configurare per un giorno interno uno ZyXel P-660HNU-T1 in vano, ho chiamato Vodafone e sono stato informato che il modem era un modem ADSL+, e io avevo bisogno di un modem VDSL.
Non tutti i modem moderni vanno bene
Sconfitto dalla tecnologia obsoleta, sono andato su FaceBook marketplace alla ricerca di un modem semi-nuovo che supportasse la tecnologia VDSL e che, a questo punto, supportasse a pieno anche la modalità Bridge. Incredibilmente, in meno di 10 minuti ho trovato un NETGEAR D6400 nella mia città a €15. Dopo pochi minuti, sono andato a prenderlo, e in men che non si dica il modem era configurato e funzionante. Sembravano non esserci più problemi di doppio NAT, la linea era molto più stabile, e mi ritenevo soffisfatto del mio acquisto. Non sapevo che sarebbero iniziate di li a breve 2 settimane infernali.
La sera stessa, sul divano, mi rendo conto che nonostante internet funzioni dappertutto, la TV aveva problemi sporadici. O meglio: si connetteva al WiFi, YouTube funzionava perfettamente, ma nessun altra applicazione sulla TV (Netflix, Prime Video, Disney+) riusciva a connettersi. Inoltre, anche lo store della mia TV non funzionava, quindi non potevo nemmeno scaricare altre app.
Per due settimane, ho fatto di tutto. Resettato la TV, il modem e addirittura l’UDR più volte. Cambiato i DNS di tutto, ma niente. Il problema persisteva, ed era sempre lo stesso: non riuscivo a fare niente dalla TV. Dopo due settimane di frustrazione, ho deciso di comprare il non plus ultra dei modem: DrayTek Vigor 165. Su tutti i forum era dipinto come il miglior modem in circolazione, e avendolo trovato usato a €35 su subito.it, ho deciso di procedere con l’acquisto.
Ho risolto i problemi ma non so perché…
Una volta sostituito il NETGEAR con il DrayTek, tutti i problemi sono spariti. La linea era finalmente stabile al 100%, tutti i dispositivi si connettevano correttamente, e persino la TV funzionava. Detto ciò, non ho mai capito perchè il NETGEAR mi avesse dato questi problemi particolari. L’unica cosa che ho mai trovato, è un commento su un forum NETGEAR dove uno degli utenti sconsigliava l’utilizzo del D6400 in modalità “solo modem”. Tutto qua, senza motivare la risposta.
Quindi: come si usa un prodotto Unifi con Vodafone in Italia?
L’unico modo per utilizzare un prodotto Unifi con Vodafone in Italia se non si ha la fibra è di utilizzare un modem di terze parti facendo leva sulla possibilità di passare a modem libero, e mettendo il modem in modalità Bridge, passare tutte le funzioni di routing all’UDR tramite cavo Ethernet.
-
Mon Jul 29 2024 02:00:00 GMT+0200 (Central European Summer Time)
Al SuperSoco non piace l'acqua
Visto che sono appena tornato dal mio tagliano dei 5000km, mi sembra il momento adatto di fare il punto della situazione riguardo mio motorino elettrico. Rispondo subito alla domanda più scottante così poi possiamo passare ad altro.
Mi sono pentito di essere passato ad un motorino elettrico?
No. E non penso tornerò mai ad un motorino termico.
Il SuperSoco è stata la scelta migliore?
Ecco…
Per quanto riguarda la motorizzazione del SuperSoco non ho avuto nessun problema. Sia il motore in se, che le batterie e il loro processo di ricarica, che l’autonomia mi hanno soddisfatto e sono rimaste in pari con quanto promesso al momento della vendita.
Per quanto riguarda la motorizzazione del SuperSoco non ho avuto nessun problema. Sia il motore in se, che le batterie e il loro processo di ricarica, che l’autonomia mi hanno soddisfatto e sono rimaste in pari con quanto promesso al momento della vendita.
- La poca luce sotto il motorino che fa si che si tocchi spesso in curva, soprattutto in doppio
- La mancanza di suono per le frecce
- Il selettore delle frecce che è difficile da spegnere senza guardare / riaccendere le frecce per poi spegnerle
Ma tutte ciò sarebbero bazzecole, se il motorino non soffrisse di un enorme problema con l’acqua.
Al SuperSoco non piace l’acqua
Sembra che al SuperSoco, l’acqua, non piaccia proprio. Ma non solo ad una parte del motorino, proprio al motorino intero!
La sella
Per partire dalla cosa più banale, la sella del motorino ha un rivestimento non termosaldato. Questo significa che quando piove l’acqua entra nella sella impregnando d’acqua la gommapiuma, che poi fuoriesce dalle stesse cuciture quando ci si siede sulla sella stessa. SuperSoco non sembra riconoscere il problema, dicendo che sono l’unico ad averlo, quindi sarò costretto a portare la sella da un tappezziere per farmi rifare il rivestimento, utilizzando materiali impermeabili, e cuciture termosaldate.
Il sottosella
La sella (parte sfortunata del SuperSoco), ha anche un altro difetto: il cardine. Quando piove molto, e il motorino viene lasciato sotto la pioggia (nel mio caso sempre considerato che non ho un posto coperto a disposizione) l’acqua che scorre giù dalla sella, finisce per accumularsi nel cardine della sella stessa, e (se piove tanto tanto) finisce per defluire all’interno del sottosella, allagando il pozzetto dedicato alla seconda batteria. Considerato che acqua ed elettricità non vadano proprio d’accordo, mi sono preoccupato non poco e ho effettuato dei video per dimostrare il problema, e chiedere alla casa madre di sostuirmi qualsiasi pezzo in garanzia. Purtroppo SuperSoco, anche in questo caso, ha definito i miei video non realistici (perchè versavo dell’acqua con una borraccia sul cardine della della sella) e ha consigliato di parcheggiare il motorino al coperto in caso di pioggie forti. Diciamo non una risposta ideale.
Il manubrio
Questo è un problema che non ho nemmeno segnalato alla casa madre, poichè è successo solo 2 volte, e non sono riuscito a replicarlo. In due occasioni, dopo una pioggia, parcheggiare il motorino con il manubrio ruotato a destra, ha fatto si che al momento di risalire sul motorino, dell’acqua arrugginita finisse e macchiasse i pantaloni sulla gamba destra. Suppongo ci sia dell’acqua che riesce ad entrare nel manubrio, corrodere il tubo dall’interno, e solo quando il manubrio è messo in un certo modo, riesce a defluire verso l’esterno e gocciolare fuori al momento del raddrizzamento dello stesso.
Diciamo che non è proprio un mezzo a prova d’acqua, ma per fortuna nessuna di queste cose rende il motorino inutilizzabile. Se avete riscontrato problemi simili o uguali, vi prego di mandarmi una mail così da poter andare alla casa madre con più forza.
-
Mon Jul 22 2024 02:00:00 GMT+0200 (Central European Summer Time)
Usare un Router Unifi con Vodafone in Italia
A causa dei molteplici furti che stanno avvenendo nella mia città, ho deciso di passare a Unifi per quanto riguarda l’infrastruttura IT di casa. Lo ammetto, era da tempo che avevo addocchiato l’Unifi Dream Router, e la scusa del set di telecamere è caduta a fagiolo per giustificare l’acquisto. Ma bando alle ciance.
Problema: l’UDR non ha la porta DSL
Essendo che la mia zona non è ancora coperta dalla fibra completa (FTH) ma sono dalla fibra misto rame (FTC), la linea telefonica è terminata nel mio appartamento con una presa DSL (RJ11). L’UDR non ha una porta DSL, quindi da ricerche iniziali sapevo avrei dovuto tenere entrambi i modem e metterli in cascata, possibilmente mettendo la Vodafone Station in bridge mode.
Dopo vari tentativi vani, ho contattato il servizio clienti Vodafone, e dopo vari tentativi con personale più o meno competente, un operatore è riuscito a “risolvere” il mio problema passando ad un NAT statico che puntasse tutto il traffico all’IP del mio UDR connesso alla porta LAN. Questo, assieme alla disattivazione completa del Wi-Fi sulla Vodafone Station, ha permesso al mio UDR di fungere da router e Wi-Fi access point.
È troppo presto per dire se questa configurazione è stabile, ma per ora sembra funzionare. Non ho avuto alcun problema (per ora) ma vi aggiornerò se ci saranno problemi.
-
Wed Feb 07 2024 01:00:00 GMT+0100 (Central European Standard Time)
Cupolino con stampa 3D per SuperSoco CPX
Da quando ho acquistato il mio SuperSoco CPX, mi sono reso conto che il parabrezza di serie era troppo grande per i miei gusti, ma al contempo troppo piccolo per proteggermi dal vento. Quindi, da subito ho iniziato a cercare alternative after market per poterlo sostituire con qualcosa di più piccolo, un cupolino per proteggere la strumentazione poichè la protezione dal vento, a velocità cittadine, è inutile.
All’inizio, volevo semplicemente togliere tutto e lasciare la strumentazione scoperta, come i motorini paddock della Ducati in MotoGP. Purtroppo, mi sono presto reso conto che i modelli per la MotoGP avevano una modifica che rimuoveva le due “antenne” sulle quali era originalmente avvitato il parabrezza. Quindi, semplicemente togliendolo, sarei rimasto con due protuberanze in ferro che spuntavano da davanti. Non proprio bello da vedere.

Essendo gli attacchi del cupolino non standard, mi sono rivolto a ZF3D una piccola azienda a Trieste che si occupa di design e stampa 3D. Grazie al loro aiuto, sono riuscito a trasformare la mia idea di cupolino “para strumenti” in realtà e dopo poco tempo, sono riuscito a montarlo sul motorino. Visto che queste cose secondo me vanno condivise, e non ha senso inventare la ruota due volte, vi lascio qui sotto sia le foto del cupolino, che il file .stp in caso vogliate stamparlo e montarlo sul vostro!
Immagine digitale del cupolino per il SuperSoco CPX da stampare in 3D.
Foto del cupolino stampato in 3D e montato sul SuperSoco CPX.
Clicca qui per scaricare il file stp.
-
Mon May 01 2023 02:00:00 GMT+0200 (Central European Summer Time)
Motorino elettrico nel 2023 in Italia: scelta fattibile?
Dopo un anno di Sym Symphony 125 usato e problematico, e una vita di motori termici (ho la passione delle moto, che ci posso fare) ho deciso assieme alla mia compagna di provare a passare al motore elettrico per il motorino che usiamo giornalmente. Mi sembrava un’ottima idea considerato che abbiamo una moto per gli spostamenti lunghi, e ci muoviamo al 99% in città. Dopo aver fatto delle indagini, abbiamo ripiegato su un Super Soco CPX, ma in questo post vi voglio spiegare come sono arrivato a questa decisione.
Le opzioni
Considerato che avevamo due requisiti ben precisi, le opzioni non erano poi tante. Avevamo bisogno di un motorino che:
- Avesse una potenza equivalente a quella di un 125cc (assolutamente non superiore per questioni di patente, e possibilmente non inferiore)
- Avesse le batterie estraibili (non siamo in possesso di un garage, quindi avremmo dovuto portare le batterie a casa).
A Trieste e dintorni, le opzioni erano le seguenti:
- Super Soco CPX
- MQiGT EVO Standard Range
- Seat Mò
- Silence S01
Andiamo per esclusione che facciamo prima.
Il peso della batteria
Nonostante fossi molto interessato al Silence S01 (che in realtà è identico al Seat Mò) e avessi pure chiamato al concessionario Seat della mia regione per informarmi sulla disponibilità immediata del mezzo, ho scoperto a malicuore che la batteria pesasse 41kg. Nonostante stia ad un piano ammezzato, portare 41kg su e giù per 2 rampe di scale, mi sembrava alquanto improponibile. Difficile e faticoso per me, e a rischio infortunio per la mia compagna. Quindi, a malincuore, ho abbandonato l’idea del Silence/Seat. I pro che mi hanno comunque fatto considerare il Seat Mò, nonostante il peso della batteria, erano:
- Garanzia di 2 anni sul motorino
- Garanzia di 4 anni sulla batteria (o 40.000km)
- Stimata al 97% la salute della batteria dopo 500 cicli di carica
Comodità e Performance
Non mi restava altro che ripiegare sul NIU o sul Super Soco CPX. Dopo un test ride del NIU, la mia compagna si accorse subito che la sella non era poi tanto comoda. Anche se non avremmo utilizzato il motorino per viaggi lunghi, avere una sella piccola e scomoda è un brutto punto di partenza.
Parlando di performance invece, nonstante il NIU avesse uno spunto migliore rispetto al Super Soco, questa potenza era disponibile solo quando il mezzo veniva guidato con entrambe le batterie a bordo. Personalmente, il pregio di avere due batterie, è quello di poterne lasciare sempre una a casa in ricarica / carica, per poter fare un cambio rapido nei giorno dove le distanze da percorrere sono maggiori. Per finire, anche se non era un difetto enorme, le batterie del NIU erano un po’ scomode da rimuovere regolarmente.
…and the winner is…
Dopo una lunga deliberazione, il Super Soco CPX sembrava la scelta ovvia. Nonostante la sua potenza abbastanza bassa, la comodità della sella, la capacità di utilizzarlo con 1 batteria soltanto senza perdere performance, la comodità dell’estrazione delle batterie e l’autonomia delle batterie (60km con una batteria, 100km con due a causa del peso maggiore) hanno fatto la differenza. Vediamo come si comporterà nel primo anno di utilizzo!